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Conto energia
Schema degli incentivi
Stima dei costi

Conto energia

Oggi è possibile autoprodurre l'energia elettrica di cui necessitiamo nelle nostre quotidiane attività dell'azienda o dell'abitazione, direttamente dalle fonti naturali rinnovabili quali il sole, il vento, l'acqua, le biomasse e molto altro ancora.

I benefici per chi sceglie di autoprodurre l'energia elettrica in modo autonomo e naturale sono enormi: pensate che se il fabbisogno energetico elettrico medio di ogni famiglia italiana, che è pari a circa 5.000 Kwh/anno, fosse interamente prodotto da fonte rinnovabile si eviterebbe, per ogni famiglia, di bruciare 500 litri di petrolio all'anno con evidente vantaggio economico e sociale per la collettività, ma soprattutto con enorme rispetto ambientale dovuto alla conseguente riduzione fino a 4,5 tonnellate di anidride carbonica immessa nell'atmosfera!

I paesi aderenti al protocollo di Kyoto, fra i quali l'Italia, si sono impegnati concretamente ad attivare tutte le iniziative e le politiche possibili finalizzate alla drastica riduzione dell'anidride carbonica incentivando economicamente, con programmi a medio e lungo termine, la realizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili armonizzando ed unificando i meccanismi di incentivazione a garanzia e favore di chi realizza gli impianti.

Ed ecco che anche l'Italia, con il D.M. del 19 Febbraio 2007 ha istituito il cosiddetto Conto Energia, gestito dall'organismo interministeriale denominato G.S.E. (Gestore Servizi Elettrici) il quale, prelevando delle somme specifiche (voce A3) dalle bollette elettriche che noi tutti paghiamo per l'energia proveniente da origine petrolifera, provvede a gestire e garantire l'erogazione degli incentivi ventennali a chi installa, ad esempio un impianto fotovoltaico.

Questo meccanismo di erogazione economica, che in sostanza è un vero e proprio "premio di produzione" dell'energia ricavata dal sole, e viene sommato alla possibilità di utilizzare la stessa energia elettrica autoprodotta per gli usi della nostra abitazione o della nostra azienda.

Inoltre enti locali spesso promuovono iniziative di ulteriori contributi a "fondo perduto" rimborsando fino al 20% del costo sostenuto per installare l'impianto: in tal caso il tempo di rientro del costo di impianto può ulteriormente ridursi.

Infine il cosiddetto "scambio sul posto", oggi possibile per impianti fino a 200 Kw, è quel meccanismo che permette di utilizzare la rete elettrica pubblica come "serbatoio" virtuale dell'energia autoprodotta in quanto, ovviamente, i tempi di produzione da fonte solare coincidono solo in minima parte con le reali necessità delle mie utenze. In poche parole l'impianto nelle ore soleggiate produce molta più energia di quanto me ne occorra: con lo scambio sul posto potrò cedere momentaneamente alla rete pubblica l'energia in eccesso per poi riprenderla di notte quando l'impianto non produce energia.

Naturalmente gli impianti sono costituiti da apparati di parallelo e di contabilizzazione che svolgeranno in maniera del tutto automatica, silenziosa, affidabile ed impercettibile la gestione del cosiddetto scambio.